PA. Cgil, Cisl, Uil Fp, Il 9 scioperiamo non solo per stipendi ma per nuove assunzioni e per una Pa più moderna

Roma, 5 dicembre 2020 – “In questi giorni il sistema mediatico riporta molti dati, da ultimo quelli dell’Osservatorio Cottarelli, con l’obiettivo di screditare lo sciopero dei lavoratori pubblici della sanità, delle funzioni centrali e locali proclamato per il prossimo 9 Dicembre, offrendo all’opinione pubblica una visione distorta delle ragioni del nostro sciopero”. Lo dichiarano in una nota Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa.

“Lo slogan del nostro sciopero, ‘rinnoviamo la Pa’ parla chiaro: chiediamo nuove assunzioni e maggiori risorse per rinnovare i contratti che servono ad ammodernare il sistema di classificazione professionale che serve a migliorare l’organizzazione del lavoro e dei servizi e ad offrire a tutti i lavoratori e lavoratrici opportunità di sviluppo professionale e di carriera, di fatto bloccata in molte amministrazioni da oltre 12 anni. Infine, poniamo il problema della sicurezza per i lavoratori e gli utenti, visto che mancano ancora adeguati dispositivi di protezione in tutti i luoghi di lavoro. Sui quotidiani, inoltre, sono state riportate cifre complessive relative all’aumento medio lordo degli stipendi pubblici che non sono corrette: gli importi costituiscono una media riferita a stipendi di categorie estremamente diverse e, tra l’altro, mettono insieme il personale dirigente con quello non dirigente. L’emergenza pandemica ha riportato drammaticamente all’attenzione di cittadini ed utenti i danni causati dalla politica dei tagli lineari alla spesa pubblica portata avanti negli anni passati che ha originato carenze di organico nel personale sanitario e in quello delle altre pubbliche amministrazioni, oltre a gravi mancanze di risorse strumentali. Qualsiasi indicatore venga preso a livello europeo (totale della spesa per redditi da lavoro dipendente pubblico, quota dei dipendenti pubblici sull’occupazione complessiva, potere di acquisto e raffronto tra retribuzioni per funzioni simili per personale non dirigente) ci dice che i dati italiani collocano I dipendenti pubblici italiani al di sotto di quelli di Danimarca, Irlanda, Svezia, Olanda e Germania. Noi lottiamo per un Paese più giusto e più moderno e per le tutele dei lavoratori pubblici, altri evidentemente fanno leva sull’invidia sociale per sviare l’attenzione dell’opinione pubblica dalle insufficienti risposte che il Paese attende”, hanno concluso i segretari generali delle categorie di Cgil, Cisl e Uil della pubblica amministrazione.